Galsi considera la tutela dell’ambiente come un valore fondamentale della collettività, ed è convinta della compatibilità tra "sviluppo aziendale" e "rispetto dell’ambiente". Per questo si impegna ad operare nel rispetto delle normative vigenti, applicando le migliori tecnologie disponibili, a promuovere e programmare uno sviluppo delle proprie attività volto a valorizzare le risorse naturali, preservare l’ambiente per le generazioni future, ed a promuovere iniziative per una diffusa tutela dell’ambiente.

Dal 2004 Galsi è affiancata da istituti di ricerca, aziende e professionisti qualificati nel settore ingegneristico, geologico ed ambientale per studiare l’impatto ambientale dell’infrastruttura al fine di ottimizzare le scelte tecniche, minimizzare le interferenze, individuare le migliori misure di mitigazione e ripristino ambientale. Parte degli studi effettuati sono inclusi nello Studio di Impatto Ambientale (SIA)(glossario) che Galsi ha già presentato alle autorità governative italiane competenti per attestare la conformità dell’opera ai vincoli di tutela ambientale. Il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare congiuntamente al Ministero per i Beni e le Attività Culturali attraverso il procedimento denominato "Valutazione di Impatto Ambientale" garantiscono la conformità del progetto alle normative vigenti in materia ambientale e la compatibilità ambientale dell’opera. Il progetto è soggetto allo stesso procedimento presso le Autorità competenti in Algeria.

Lo Studio di Impatto Ambientale, basandosi sulle linee guida definite dal Ministero dell’Ambiente, ha analizzato i possibili impatti ambientali relativamente a:

  • aria
  • ambiente idrico, marino e costiero;
  • suolo e sottosuolo;
  • vegetazione, flora, fauna ed ecosistemi;
  • paesaggio;
  • ecosistemi antropici;
  • rumore.

Secondo quanto evidenziato dallo studio gli impatti del progetto Galsi relativamente a ciascuno degli ambienti presi in esame saranno minimi, interesseranno la fase di cantiere e saranno quasi totalmente reversibili, quindi limitati in un periodo di tempo e circoscritti alle aree interessate dalla costruzione. In fase di esercizio il gasdotto non avrà interazioni con l’ambiente circostante - sarà interrato e quindi non visibile - e non produrrà impatti sul territorio.

Per quanto riguarda le centrali di compressione gli impatti relativamente ad emissioni e rumore saranno contenuti e comunque a livelli molto inferiori ai limiti consentiti dalla legge. Per contenere al minimo le emissioni prodotte dalle turbine a gas utilizzate nelle centrali di compressione è previsto l’utilizzo delle migliori tecnologie disponibili, ossia unità con sistemi di combustione a basse emissioni ed a elevati rendimenti. Per quanto riguarda gli effetti visibili, interventi di mitigazione ed inserimento ambientale sono stati studiati per il mascheramento dell’impianto nel paesaggio naturale. Per fare questo Galsi si è avvalsa di professionisti con esperienza nel campo dell’ingegneria e dell’architettura ambientale.

La scelta del tracciato come pure degli spiaggiamenti è il risultato dell’ottimizzazione tra fattibilità tecnica del progetto e contenimento delle interferenze con l’ambiente. La selezione sia del tracciato a terra che dei tracciati in mare è stata effettuata nel rispetto delle aree protette ed a maggior valenza naturalistica. In mare aperto il tubo verrà posato sul fondo senza necessità di effettuare scavi, evitando interazioni con l’ambiente marino. Nei tratti a mare più vicini alla costa e lungo il tracciato a terra la condotta sarà interrata per non interferire sugli ecosistemi circostanti. Per la posa della condotta a terra e nei tratti prossimi alla costa, grazie ai sopralluoghi effettuati e alle informazioni raccolte sulle caratteristiche ambientali del territorio attraversato, Galsi ha individuato le tecniche più idonee per lo scavo e la posa del tubo, che utilizzano le tecnologie più avanzate in grado di minimizzare gli interventi sull'ambiente, come ad esempio le tecniche di tipo “trenchless” che non implicano lo scavo di trincee.

Una volta terminati i lavori di costruzione ed interramento verranno ripristinati gli habitat naturali. Gli interventi di mitigazione e di ripristino della vegetazione sono definiti in modo da massimizzare l’inserimento dell’infrastruttura nell’ambiente naturale. Essi possono essere applicati sia in fase di costruzione, seguendo particolari scelte di progetto, sia in fase di ripristino, realizzando opere mirate di ingegneria naturalistica.

I progetti di ripristino ambientale sono sottoposti all'approvazione degli Enti istituzionalmente competenti (Regione, Corpo Forestale). Durante i lavori di ripristino, le operazioni vengono supervisionate da esperti forestali, ingegneri e geologi. Le metodologie di esecuzione delle semine e dei rimboschimenti come pure la scelta delle specie sono concordate con il Corpo Forestale dello Stato e con gli altri Enti istituzionalmente competenti, anche mediante opportuni sopralluoghi congiunti. L'effetto finale che viene ottenuto è il ripristino del suolo alle condizioni originarie con un rafforzamento della sua stabilità.

Nelle diverse fasi del progetto è previsto il coinvolgimento di equipe di tecnici specializzati nel settore ingegneristico, geologico, forestale, agronomico per valutare le interazioni dell’opera con l’ambiente e garantirne la massima compatibilità.