Le condizioni geografiche della Sardegna e la scarsa disponibilità di risorse naturali locali, hanno reso fino ad oggi il sistema energetico sardo dipendente per il 94% da fonti esterne. Inoltre, a causa della mancanza del gas naturale, la diversificazione delle fonti di energia in Sardegna segnala una grande dipendenza dal petrolio (77%) e dal carbone (19%), i più inquinanti tra i combustibili fossili. Degli usi finali di energia circa il 44% è assorbito dal settore industriale, in particolare dalle industrie energivore (40%) del settore metallurgico e di raffinazione che rappresentano l’industria di base nell’isola*.

In questo contesto la realizzazione del gasdotto Galsi e la conseguente metanizzazione della Sardegna sarà un grande opportunità di crescita per tutto il sistema economico dell’isola apportando benefici quali:

  • Disponibilità di gas naturale attraverso una rete di distribuzione direttamente presso le utenze con maggior praticità e risparmi sulle bollette per cittadini e imprese. In Sardegna i costi dell’energia, a causa anche della mancanza del gas naturale, sono più alti in rapporto alla media delle altre regioni italiane. La disponibilità di una rete di distribuzione di gas naturale per usi domestici e produttivi in sostituzione degli attuali sistemi meno economici (reti a GPL, aria propanata, gasolio, scaldabagni elettrici, etc.) significherà un abbattimento delle bollette energetiche, con risparmi del 30-40% per le famiglie e per le imprese sarde. Stimata da AIEE* in circa 600 euro la spesa media annua della famiglia sarda per le bollette energetiche, il risparmio che queste potranno avere sostituendo ad esempio l’aria propanata e gli scaldabagni elettrici per uso domestico con il gas naturale sarà di 270 euro all'anno. Per una scuola di 500 alunni o per un ospedale da 100 posti letto sostituire una caldaia tradizionale a gasolio o ad olio combustibile con una a condensazione a metano porterà ad un risparmio annuo rispettivamente di 17.000 e 35.000 euro. Per le industrie l'utilizzo del metano potrà portare un vantaggio economico valutabile in circa 200 milioni di euro all'anno.
  • Maggior sicurezza di approvvigionamento energetico. Il gasdotto Galsi sarà il primo gasdotto di importazione di gas naturale in Italia direttamante dal paese produttore. La Sardegna in particolare sarà la prima regione italiana ad essere rifornita dal gas in arrivo dall'Algeria potendo così contare sulla massima sicurezza delle forniture.
  • Differenziazione delle fonti di energia con vantaggi non solo economici ma anche ambientali. L'utilizzo del gas naturale in alternativa al petrolio e al carbone, i combustibili fossili più inquinanti e attualmente i più utilizzati in Sardegna, aiuterà a ridurre il livello delle emissioni nocive in atmosfera contribuendo quindi al miglioramento della qualità dell’aria e dell’ambiente. Secondo le stime di AIEE l’utilizzo del metano per gli usi industriali e civili e nei trasporti porterà in Sardegna ad un abbattimento del 14% delle attuali emissioni di CO2.
  • Opportunità di sviluppo industriale per le imprese energivore sarde. Il risparmio nei costi energetici darà un significativo impulso positivo al tessuto economico sardo favorendo le imprese sarde ad alto consumo di energia, già esistenti, grazie all'utilizzo di un’energia più efficiente e meno costosa.
  • Nascita di nuove attività industriali correlate alla maggiore disponibilità di energia. La metanizzazione dela Sardegna, come è avvenuto per il Mezzogiorno, incentiverà la nascita di nuove attività industriali correlate alla presenza ed alla maggiore disponibilità di energia come ad esempio l’industria della ceramica, quella cartaria, l’industria del legno, il settore agroalimentare e quello dei materiali di costruzione.
  • Ricadute positive sull'economia e l’imprenditoria sarda durante la fase di costruzione del gasdotto. Nella fase di costruzione del gasdotto si prevedono ricadute positive per le imprese sarde per ciò che riguarda gli appalti e i subappalti nell'ambito dei lavori civili e dei trasporti che costituiscono circa il 30% su un investimento complessivo di 700 milioni di euro per la costruzione del gasdotto in Sardegna.
  • Aumento delle attività imprenditoriali indotte per la creazione, gestione e manutenzione delle reti di distribuzione locale del gas. Benefici significativi e duraturi già oggi derivano dalla realizzazione delle reti di distribuzione locale (secondarie e urbane) del gas per le quali AIEE stima un’occupazione di 3500 addetti in totale impegnati nella costruzione. Una volta che il gasdotto entrerà in esercizio un ulteriore impulso verrà dalle attività di gestione e manutenzione delle reti e degli impianti domestici che impegneranno non meno di 2000 nuovi addetti.

* fonte: Piano Energetico Ambientale Regionale - Regione Sardegna , Agosto 2006

* AIEE, Associazione Italiana Economisti per l'Energia, "L'arrivo del gas naturale nell'economia sarda", novembre 2009