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| L'inizio dei lavori di costruzione del gasdotto è previsto per il 2011. |
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| La messa in esercizio del gasdotto è prevista per il 2014 |
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| Perché ad oggi le tecnologie rendono possibile la realizzazione di progetti come il Galsi, consentendo la posa di condutture per il trasporto del gas anche a profondità molto elevate sui fondali marini. Il Galsi infatti rappresenta una sfida tecnologica. Con i suoi 2885 metri di profondità sarà il gasdotto più profondo al mondo |
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| L’idea del gasdotto Galsi nasce per l’esigenza di creare nuove vie per l’importazione di gas naturale in Italia e in Europa. Un gasdotto dall’Algeria all’Italia avrebbe potuto realizzarsi più facilmente con un percorso interamente via mare. Il passaggio del gasdotto in Sardegna è stato chiesto per consentie la metanizzazione della regione. La Sardegna è infatti l'unica regione d'Italia che ad oggi non dispone di metano. Galsi è l’unica opportunità attualmente possibile ed economicamente sostenibile per permettere la metanizzazione della Sardegna. |
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| Il tracciato del Galsi è stato definito dopo diversi anni di studi e verifiche, dal 2003 al 2009. Gli approdi sono stati individuati dopo approfonditi studi geomorfologici, geotecnici e sismici a mare che hanno impegnato per molti mesi società specializzate, esperti geologi e mezzi altamente sofisticati. La scelta degli approdi è stata definita in funzione della scelta del corridoio di posa ottimale in mare. I criteri di scelta del tracciato a terra hanno tenuto conto di:
- Attraversare la Sardegna da Sud a Nord per permettere la metanizzazione
della regione;
- individuare il tracciato in base alla possibilità di ripristinare le aree attraversate riportandole alle condizioni originali;
- evitare l’interferenza con le aree archeologiche più rilevanti;
- transitare il più possibile in zone a destinazione agricola;
- contenere il numero degli attraversamenti fluviali, stradali e ferroviari;
- interessare il meno possibile le zone boschive e/o di colture pregiate;
- evitare zone soggette a frane o di dissesto idrogeologico;
- garantire l’accessibilità agli impianti di sicurezza |
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| Galsi si occuperà della costruzione del tratto internazionale del gasdotto mentre Snam Rete Gas costruirà tutto il tratto nazionale. Per quanto riguarda il collegamento dalla dorsale principale del Galsi alle reti cittadine per la distribuzione del metano alle utenze è la regione Sardegna che se ne sta già occupando. Il piano di metanizzazione dei comuni della Sardegna è stato già avviato dalla Regione che ha stanziato fondi sufficienti per la metanizzazione di tutti i bacini. Alcune reti sono già state completate ed altre sono in fase di costruzione. La Regione Sardegna sta predisponendo il progetto per la realizzazione degli allacciamenti delle reti locali al Galsi, sul quale Snam Rete Gas ha già comunque confermato la disponibilità a realizzarli. |
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| Nei punti di passaggio del gasdotto a terra l'unico vincolo sarà costituito dal divieto di edificabilità in un fascia di rispetto di 20 m per parte rispetto all'asse della condotta. Oltre a questo non esisterà altro vincolo e qualsiasi attività potrà essere esercitata senza restrizioni. |
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| L’ubicazione della centrale di compressione è stata scelta secondo i seguenti criteri:
• Bassa urbanizzazione della zona prescelta
• Terreno pianeggiante per ridurre al minimo l’impatto ambientale rispetto ad aree che necessitano di lavori di sbancamento
• Zona mimetizzata, poco visibile dal mare e dalla costa.
Le norme tecniche di esecuzione di questi impianti prevedono inoltre che le centrali di compressione che precedono un tratto sottomarino siano quanto più possibile vicine alla costa. Questo per ridurre la percorrenza terrestre del tratto in uscita dalla centrale, che è caratterizzato da una pressione superiore alla pressione normale di rete (perché deve garantire l’attraversamento tra Olbia e Piombino). |
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| L'approvvigionamento del gas naturale via gasdotto in Italia avviene principalmente attraverso quattro infrastrutture: Il TAG, che attraverso l’Austria approvvigiona l’Italia di gas russo; Il TRANSITGAS che consente l’importazione via Svizzera di gas proveniente principalmente dal Mare del Nord; il TRANSMED, gasdotto Algeria – Tunisia – Sicilia (Mazara del Vallo), punto di entrata del gas dall’Algeria; il GREENSTREAM, gasdotto di importazione dalla Libia con punto di ingresso a Gela in Sicilia.
Maggiori informazioni si possono trovare nei siti web di SnamReteGas o di ENI
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| Il tracciato del Galsi è stato presentato a tutte le amministrazioni comunali interessate dal suo passaggio. Galsi ha incontrato singolarmente, anche più volte, tutti gli amministratori e gli uffici tecnici di ciascun comune per presentare il progetto, il tracciato nel territorio e condividere commenti e osservazioni. Il tracciato finale è anche frutto delle osservazioni e delle richieste di modifica pervenute che sono state quasi tutte accettate. |
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| Come è previsto dalla legge i proprietari dei terreni sui quali passerà il gasdotto saranno indennizzati sia per i disagi subiti durante la fase di costruzione sia per i mancati raccolti per i terreni ad uso agricolo. |
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| Assolutamente no. I terreni dove passerà il gasdotto resteranno dei legittimi proprietari. Sarà semplicemente applicata una servitù di 20 metri per parte a cavallo del tubo che impedirà su tale fascia solo di edificare. |
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| Le reti di collegamento dal gasdotto Galsi alle reti urbane, che costituiranno la rete regionale, potranno essere realizzate, come avvenuto per il Mezzogiorno, dalla stessa Snam Rete Gas che ha già confermato la sua disponibilità alla Regione Sardegna. La realizzazione di queste reti sarebbe finanziata dalla stessa Snam Rete Gas ammortizzando i costi sull'intero sistema nazionale di trasporto. |
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| I lavori di costruzione del gasdotto impiegheranno circa 18 mesi in totale e saranno suddivisi sul territorio con più cantieri che opereranno simultaneamente. La velocità di avanzamento del cantiere è di 500 metri lineari al giorno. |
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| La pista di lavoro occupata per le attività di costruzione sarà di 30 metri in totale. Nelle zone più sensibili dal punto di vista ambientale la pista di lavoro sarà ristretta e limiterà al minimo l'area di ingombro per le operazioni di posa. |