Per la posa della condotta in alcuni tratti più sensibili dal punto di vista ambientale verranno impiegate delle tecniche di posa che utilizzano tecnologie all'avanguardia per ridurre al minimo le interferenze sull'ambiente circostante in fase di cantiere.
In particolare per tutti i tratti marini in avvicinamento agli approdi costieri di Porto Botte Olbia e Piombino, dove è presente la Posidonia Oceanica, verrà utilizzato un metodo di posa e rinterro del tubo, denominato post-burying, che eviterà lo scavo di una larga trincea. Con questo sistema il tubo viene posato sul fondo del mare e un macchinario speciale adagiato sul fondo provvede allo scavo di un letto sotto al tubo nel quale questo gradualmente sprofonda. La condotta viene successivamente ricoperta utilizzando lo stesso materiale di scavo. In questo modo la larghezza della trincea si riduce sensibilmente (da 40 a circa 10 metri) e ciò permette di tutelare maggiormente la Posidonia.
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Nella zona di approdo a nord in Sardegna, per conservare intatta la spiaggia di approdo ed il retrostante sistema di stagni, su un tratto di 500 metri sarà impiegato un'altra tecnica di posa molto costosa e sofisticata: il microtunneling. Questo sistema di posa prevede lo scavo di un tunnel sotterraneo alla pronfondità di circa 9 metri nel quale viene inserito la condotta del gasdotto. Grazie a questa tecnica si evita quindi, in fase di costruzione, lo scavo della trincea a cielo aperto mantenendo la superficie intatta.
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